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Certificazione dei negozi: strumento per la garanzia
e la fiducia del consumatore



1. Per i NEGOZI che vendono o vogliono vendere prodotti biologici importante è il rapporto di fiducia con il consumatore!

A fronte della sempre maggiore richiesta di garanzie da parte dei consumatori, è auspicabile che tutti gli esercizi che vendono, o vogliano vendere, prodotti biologici, si assoggettino al controllo di uno degli Organismi di Controllo autorizzati.
L’Istituto per la Certificazione Etica ed Ambinetale, in particolare, tiene conto dello stretto legame esistente con il sistema produttivo locale a garanzia di una maggiore freschezza del prodotto offerto.
La certificazione garantisce contro la concorrenza sleale, assicura il consumatore e permette una verifica costante della corretta gestione della propria attività.

 

2. Cosa significa certificare la propria attività

Sono previsti due livelli distinti, ma complementari:
a) l’assoggettamento al Regime di Controllo CEE 2092/91, obbligatorio per tutti i produttori e trasformatori della filiera agroalimentare;
b) la verifica della conformità ai Disciplinari predisposti dal più importante organismo culturale del biologico in Italia, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, relativi all’intera gestione del punto vendita.

Adeguandosi alle norme vigenti in materia di agricoltura biologica ed ai disciplinari AIAB il negozio può garantire ai consumatori il rispetto dei principi basilari del biologico e delle leggi che tutelano la provenienza e la qualità dei prodotti.

3. Ecco i punti da tenere presenti per adeguare il proprio negozio al sistema di certificazione ICEA

Primo qualificazione dei fornitori attraverso la redazione di un elenco fornitori, periodicamente aggiornato


Il registro deve menzionare: N° d’ordine, denominazione, assoggettamento o meno al Regime di Controllo CEE, il relativo Organismo di Controllo (O.d.C.), tipologia dei prodotti, se il prodotto è sfuso o confezionato.
Tutti gli stabilimenti di preparazione, confezionamento e condizionamento di prodotti da agricoltura biologica, devono essere necessariamente sottoposti al Regime di Controllo CEE.
Il regolare assoggettamento può essere verificato richiedendo copia dell’attestato di conformità della ditta fornitrice rilasciato dal suo O. d. C.

N.B.: il fornitore non ha l’obbligo dell’assoggettamento al Regime di Controllo CEE solo quando commercializza prodotti che non sono stati lavorati e confezionati presso propri stabilimenti e tale prodotto è riposto in contenitori integri dotati di regolare etichetta e/o fascetta che identifica univocamente il prodotto.


Secondo Qualificazione delle forniture

Nel caso di prodotto confezionato, l’etichetta deve riportare la corretta denominazione del prodotto (corrispondente a quella del Ddt), corretto riferimento al metodo di produzione, nome dell’ O. d. C. e corrispondente autorizzazione ministeriale, codice di autorizzazione.
Nel caso di prodotto sfuso, è necessario sempre richiedere al fornitore i certificati di lotto/partita dal suo O. d. C., che rilascerà a transazione avvenuta.


Terzo Registro prodotti in entrata.

Dati obbligatori: data di ricevimento prodotti, nome fornitore, n° e data Ddt o fattura.
Dati facoltativi: tipologia del prodotto, quantità.

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dalla società Igea e dall'Associazione SunTesis.

 

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