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L’allevamento
biologico degli animali
In
agricoltura biologica le produzioni animali sono intese in via
di principio come fattore di equilibrio dei sistemi di produzione
agricole, “rispondendo alle esigenze di elementi nutritivi
delle colture e migliorando la sostanza organica del suolo. Esse
contribuiscono a creare e a mantenere rapporti di complementarietà
fra terra e vegetale, vegetali ed animali, animale e terra”.
L’allevamento biologico implica prima di tutto il rispetto
della natura e del comportamento degli animali. Regole impegnative
sono quindi fissate per l’alimentazione del bestiame, la
prevenzione e la cura delle malattie, le strutture destinate agli
allevamenti, la provenienza degli animali…
L’allevamento biologico è un alle vamento
collegato alla coltivazione della terra. Non sono ammessi gli
allevamenti cosiddetti “senza terra”; il patrimonio
di bestiame deve essere proporzionato e rapportato alla superficie
foraggera disponibile, alla località e alle condizioni
climatiche. La consistenza numerica del bestiame non deve superare
le 2 U.B.A./ha.
L’alimentazione deve essere realizzata con foraggi di derivazione
biologica. E’ permesso l’impiego di foraggi acquistati
solo come integrazione alla razione di base di foraggi prodotti
in azienda. Le malattie degli animali vanno innanzitutto prevenute,
con la scelta oculata della specie e della razza da allevare e
la realizzazione di tutte quelle pratiche finalizzate ad assicurare
condizioni di benessere, che rendono forte l’animale, in
grado di affrontare con le proprie difese naturali le cause di
malattia.
Le strutture destinate agli animali devono essere spaziose, ben
areate e prevedere la libera deambulazione degli animali al chiuso
ed all’aperto.
o
Conversione
degli allevamenti
dalla società Igea e dall'Associazione SunTesis.
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