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Biodiversità
si, OGM no!
Il metodo biologico promuove nel campo
coltivato l’equilibrio fra i sistemi e le tecniche
di produzione e l’ambiente. Per questo viene favorita
la biodiversità naturale, privilegiando la coltivazione
di specie e varietà autoctone, le consociazioni,
l’inerbimento del suolo, la cura e la tutela degli
elementi naturali e tutte quelle pratiche finalizzate a
rendere complesso l’agro ecosistema, più vicino
possibile agli ecosistemi naturali.
In agricoltura biologica, proprio per il principio appena
citato, sono esclusi da qualsiasi impiego gli Organismi
Geneticamente Modificati (OGM), siano essi semi, piantine,
animali, microrganismi o materie prime alimentari.
Per
la sostenibilità… chiudi il ciclo
L’agricoltura convenzionale
industrializzata si caratterizza per il massiccio uso di
mezzi tecnici apportati dall’esterno, che comportano
alti costi di produzione ed inquinamenti dell’ambiente
oltre che danni alla salute dei consumatori. Cioè
rendono insostenibile economicamente, socialmente ed ecologicamente
l’esercizio dell’agricoltura
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Terreno
organismo vivente
Il terreno è un elemento dell’ecosistema
che, apparentemente, appare statico ma in realtà è
sede di un dinamismo quasi inaspettato. La sua fertilità
è influenzata da diversi elementi tra cui la sostanza
organica, i microorganismi, la microflora. L’agricoltura
biologica si prefigge di contrastare le azioni degenerative
che interessano il suolo, attraverso l’impiego di letame,
materiale compostato, il sovescio, l’inerbimento, le
lavorazioni minime, tutte tecniche finalizzate all’apporto
ed alla tutela della sostanza organica nel terreno.
Il sovescio è una pratica intelligente che ha lo scopo,
attraverso l’interramento di leguminose, note per la
loro capacità di fissare azoto atmosferico, di apportare
al terreno azoto, sostanza organica facilmente degradabile
e fibra.
Per
la difesa … ci vuole equilibrio
In agricoltura biologica per risolvere
il problema della difesa delle colture si lavora per determinare
nel campo coltivato gli equilibri naturali in grado di limitare
spontaneamente il prolificare delle cause delle malattie.
Per questo ci si pone l’obiettivo di ripristinare e
tutelare le aree rinaturalizzate dell’azienda agraria,
cioè le siepi, i boschetti, fasce e scarpate incolte,
alberature… tutti siti dove può avvenire il rifugio
di insetti ed altri animali utili, in grado di assicurare
un controllo naturale dei parassiti.
Per applicare l’agricoltura
biologica … ci si converte
La conversione è il passaggio
dall’agricoltura convenzionale a quella biologica.
La normativa vigente indica un periodo minimo di conversione
di 2 anni (colture erbacee) o di 3 anni (colture arboree).
Allevare vuol dire innanzitutto
rispettare
L’allevamento biologico implica
prima di tutto il rispetto della natura e del comportamento
degli animali. Regole impegnative sono quindi fissate per
l’alimentazione del bestiame, la prevenzione e la cura
delle malattie, le strutture destinate agli allevamenti, la
provenienza degli animali…
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Cos'è
l'agricoltura biologica
L'agricoltura
biologica è un'agricoltura pulita, che non fa uso
dei prodotti chimici di sintesi e valorizza le naturali
interazioni tra gli organismi viventi, il suolo ed il clima.
L’obiettivo principale dell’agricoltura biologica
è quello di salvaguardare l’equilibrio tra
la produzione agricola e l’ambiente. L’ottenimento
delle produzioni non è inteso come fine a se stesso,
ma rapportato alla conoscenza e, quindi, al rispetto del
contesto “naturale” che sta dentro e che circonda
l’azienda agricola.
Al fine di
raggiungere questa condizione ottimale, il metodo biologico
persegue i seguenti obiettivi:
1. Miglioramento della fertilità organica
dei terreni;
2. Tutela del paesaggio agrario;
3. La promozione della biodiversità e degli
equilibri ambientali nell'agroecosistema;
4. Il risparmio energetico in agricoltura (utilizzo
di fonti rinnovabili);
5. La produzione di
alimenti sani e di elevato valore nutritivo;
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